Palazzo della Civiltà Italiana
By dalbera from Paris, France - Palazzo della civiltà del lavoro (EUR, Rome), CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=24669006

I monumenti fascisti restano in piedi

Quando Benito Mussolini, alla fine degli anni trenta, si preparava a ospitare l’Esposizione universale del 1942 a Roma, commissionò la costruzione di un nuovo quartiere a sudest della città che chiamò Esposizione universale Roma (Eur), per mettere in mostra la rinnovata grandezza imperiale dell’Italia. Il fulcro del quartiere era il Palazzo della civiltà italiana, un’elegante meraviglia rettangolare con una facciata di archi astratti e file di statue neoclassiche alla base.

L’Esposizione universale fu annullata a causa della guerra, ma il palazzo, detto anche Colosseo quadrato, è ancora lì. Sopra c’è incisa una frase del discorso che Mussolini tenne nel 1935 per annunciare l’invasione dell’Etiopia, in cui descrive gli italiani come “un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori”.

L’invasione e la sanguinosa occupazione che seguirono avrebbero poi portato all’accusa di crimini di guerra nei confronti del governo italiano. Quell’edificio, in altre parole, è il cimelio di una brutale aggressione fascista. Invece di essere disprezzato, in Italia è considerato un’icona dell’architettura modernista. Nel 2004 lo stato lo ha riconosciuto come sito di “interesse culturale”. Nel 2010 è stato restaurato parzialmente e cinque anni dopo la casa di moda Fendi ha trasferito lì la sua sede.

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